Copertina Travertino

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Descrizione

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Ampia disponibilità in Magazzino spessore cm 3 doppio gocciolatoio e di larghezza  in varie misure cm 5, 10, 15, 20, 25, 30, 35, 40, 45, 50, 55  la lunghezza della copertina di travertino varia da 0,80 cm a 2 metri

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Descrizione materiale

Il travertino è una roccia sedimentaria calcarea di tipo chimico, molto utilizzata in edilizia, in particolare a Roma, fin dal I millennio a.C.

Morfologia:  La differenza tra il deposito calcareo di tipo spugnoso e il banco di travertino è data sostanzialmente dalla conformazione geologica del terreno di formazione: il calcare è uno dei depositi più frequenti in natura essendo prodotto dalla precipitazione di carbonato di calcio disciolto nell’acqua.

Un ambiente continentale subaereo in cui la soluzione calcarea abbia avuto il tempo di ristagnare e sedimentarsi in un territorio pianeggiante, abbastanza vicina alla superficie da poter attraversare cicli di emersione e sommersione, poco disturbata da acque sorgive o correnti, favorisce la formazione del travertino.

Il colore del travertino dipende dagli ossidi che ha incorporato (cosa che accade abbastanza facilmente, essendo di sua natura una pietra abbastanza porosa). La colorazione naturale varia dal bianco latte al noce, attraverso varie sfumature dal giallo al rosso. È frequente incontrarvi impronte fossili di animali e piante.

Merceologia:  La qualità industriale del banco sedimentario dipende sostanzialmente dalla sua compattezza. In generale, comunque, il travertino è una pietra robusta e docile, utilizzabile dai pavimenti ai rivestimenti sia esterni che interni, e anche, in alcuni casi, per scultura.

La qualità estetica è ormai definita dagli architetti, essendosi molto raffinati, negli ultimi cinquant’anni, i metodi di lavorazione industriale, e moltiplicati i trattamenti possibili.

Nella terminologia commerciale, regolata in Italia dalla normativa UNI-4858, si indica con «travertino» una roccia a struttura vacuolare, talvolta lucidabile, costituita da carbonati di origine sedimentaria, usata sia come materiale da costruzione che da decorazione.

In Italia, i travertini migliori provengono dalla pianura sotto Tivoli (oggi in larga parte afferente al comune di Guidonia). I latini lo chiamarono lapis tiburtinus, e ne fecero una delle principali risorse edilizie della città, quando cominciarono ad arricchirla di pietre diverse dai tufi locali. Così tipico ne fu l’uso, che in italiano fu poi denominato «travertino romano», e largamente usato (o riusato, cavandolo dai monumenti antichi) dalla fine del medioevo in poi.

Esistono però giacimenti di travertino anche in Toscana (come il travertino di Siena), in Umbria e nelle Marche. Il centro storico di Ascoli Piceno è interamente costruito con questa pietra dal colore caldo, utilizzata nella costruzione di chiese, palazzi e piazze.

Altri giacimenti cominciano ad essere sfruttati in nord Africa (Tunisia) e nel sud America (Cile).